Aprile 29, 2008
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Sempre nell’ ambito della mostra tenutasi al Museo Nazionale della Montagna, un’ artista italiana, Simona Spaggiari ha voluto creare un’ azione performativa, nella quale lei stessa era coinvolta.
L’ opera d’ arte, dal titolo “Le Caprette di Heidi” , consiste in una video installazione in cui i bambini sono invitati a giocare con le caprette costruite dalla stessa artista.
“In questo caso la radicalità dell’operazione ci invita a buttarci nel reale, a confrontarci con una realtà molto meno poetica del racconto ma non per questo meno vitale.” ( Mirtha Paula Mazzocchi)


Aprile 29, 2008
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Non posso fare a meno di riportare le parole utilizzate da Mirtha Paula Mazzocchi, nel descrivere mediante le varie opere d’ arte esposte al Museo Nazionale della Montagna, il personaggio di Heidi nella sua vera essenza.
“Heidi, la bimba delle montagne, è una vera icona della cultura contemporanea. E non solo per ciò che rappresenta, ma soprattutto per i modi in cui il personaggio si è disseminato nei meandri della comunicazione di massa. Dalla letteratura per bambini di stampo europeo al cartone animato giapponese il salto di Heidi è stato sicuramente un successo planetario, non privo d’elementi contradditori. E’ molto suggestivo pensare che l’immaginario alpino introiettato da tutto il pianeta sia stato costruito dai giapponesi. D’altra parte la natura rappresentata raggiunge livelli d’artificialità estrema, diventando una cartolina, un fermo immagine irreale ma alquanto poetico. Heidi, in fondo, è una degna erede del “buon selvaggio”, possiede molti dei valori che venivano proprio riscoperti in quegli anni dagli artisti e dalla cultura in generale: l’infanzia, come momento d’armonia e purezza; il primitivo, che riportandoci all’origine, ci permette di recuperare la naturalità dell’uomo. A fine Ottocento con l’esplosione urbanistica delle città europee si evidenziano molte delle problematiche irrisolte che ancora oggi ci portiamo dietro.
Tutti questi elementi, ripresi dagli artisti, diventano fulcro per una riflessione più generale sulla condizione umana e sul rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale.
Gli artisti coinvolti nel progetto HEIDI hanno percorso fondamentalmente due strade. Per alcuni diventa centrale il personaggio Heidi, sia in modo reale sia in modo metaforico; per altri invece il tema è proprio la montagna, l’ambiente alpino, la natura. Heidi per loro è il simbolo della concezione di uno spazio animato e spiritualizzato in ogni settore, umano, animale, vegetale e geologico. Tutto ha un’anima e un’intenzione, tutto ha rapporto con ogni altra cosa, e l’uomo non costituisce di certo l’eccezione.”
Spero che i buoni intenditori abbiano compreso tali parole, e il mio interesse nel trascriverle.
Il grasseto è mio.
Aprile 29, 2008
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La conferma che Heidi non è solo un personaggio dei cartoni animati, ma un vero è prorio simbolo di una vita salutare e piena di principi, è ancora una volta evidenziata dalla mostra a Lei dedicata al Museo Nazionale della Montagna, che si è tenuta nel 2004.
La mostra che si è avvalsa anche della partecipazione del Comitato per l’Organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali Torino 2006 e della collaborazione della Città di Torino, Club Alpino Italiano e Schweizerisches Institut fur Kinder- und Jugendmedien di Zurigo, è stata articolata e multimediale.
Curata da Aldo Audisio e Giuseppe Valperga,( 14 febbraio- 2 maggio) presentava un’iconografia vastissima, composta da libri stampati in tutti i Paesi del mondo, illustrazioni ed immagini di ogni tipo, insieme a rari manifesti e a materiali promozionali degli innumerevoli film prodotti dall’Europa agli Stati Uniti a partire dal 1920 sino agli anni 2000, delle vere e prorpie “chicche”. Sono state allestite perfino delle aree video per la proiezione di queste sequenze, tra queste ”Heidi of the Alps”, la pellicola del 1920, di cui si conservano pochi quadri con le relative didascalie; sono immagini che vengono proiettate per la prima volta in Italia.
Come ogni mostra degna di tale nome, essa è documentata da un catalogo preparato dai curatori della stessa, che è possibile ritrovare nella famosa collana dei “Cahiers Museomontagna”, alla modica cifra di 18,00 euro.
Un affare vero?
Aprile 29, 2008
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Heidi è Heidi! Il suo nome non puo essere tradotto- ridotto a simboli.
Scusate la mia ignoranza sulle lingue orientali, tanto da non farmi capire se questo qui di seguito è cinese o giapponese.
Questa è una delle versioni del film che ha subito le varie traduzioni.

Aprile 29, 2008
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Certamente un ‘ attrice ormai cosi nota non poteva non debuttare in teatro, e che teatro!
Un’ ampia arena all’ aperto su lago Walenstadt, fa da palcoscenico ad un cast rigorosamente selezionato che vede come protagonista principale Sabine Schädler.
L’ idea è partita dallo stesso Marco Wyss, direttore dell’ente turistico della regione che si fregia del nome di Heidiland. Heidi appare per la prima volta in teatro nel 2005, e questo evento dal tale successo mondiale si ripete ogni anno nello stesso periodo, la rapresentazione di quest’ estate, 2008, si intitolerà Heidi Musical 2° partita, che si terrà dal 23luglio al 30 agosto.
Il copione del musical e i testi delle canzoni sono stati scritti da Shaun McKenna, già autore dei testi de “Il signore degli anelli”. Le musiche sono di Stephen Keeling. La regia è affidata allo zurighese Stefan Huber. Johanna Spyri – l’autrice – è interpretata da Sue Mathys.

Aprile 29, 2008
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Sono trascorsi molti anni dal suo ultimo esordio sul grande schermo, in cui Heidi assume il ruolo di attrice e non di anime.
Restare al passo della moda non è cosa facile, Heidi nella sua pausa dalle telecamere ha voluto aggiornarsi e rimanere al corrente sullle nuove tecnologie sempre piu in via di evoluzione, tanto da apparire nel 2001 in una versione rivoluzionaria: la piccola alpina si tinge i capelli di blu, le corse sui prati son tempi passati, ora c’ è internet che accorcia le distanze. Il cinguettare degli uccellini non è piu un suono soave e ricercato, ora ci sono le boyband che tolgono il fiato. Peter non ha piu bisogno di di attraversare i monti per vedere la sua amichetta, le dolci parole-mai-dette della loro amicizia vengono telegrafate tramite sms.
Creatore dell’ Heidi moderna è Markus Imboden, che ha voluto nel ruolo del nonno un personaggio d’ eccezzione: Paolo Villaggio, il NOSTRO Fantozzi.
(In realtà questo ruolo non gli era stato assegnato in origine, egli ha dovuto sostituire Maximilian Schell, in quanto malato).
La trama è stata completamente riadattata: Heidi non si trasferisce a Francoforte ma a Berlino d
ove la zia Date è una famosa stilista di moda , Clara? Una bambina dispettosa, amante dei concerti e delle belle serate.
I formaggi, il pane, il latte appena munto? Convertiti rispettivamente in Hamburger e coca cola.
Heidi del 2001, a parer mio, non è Heidi. Infatti è proprio questa la motivazione per la quale, questo film non ha riscosso grande successo, l’ immaginario intorno a Lei costituito è troppo saldo, da poterla vedere e apprezzare con occhi diversi.