Heidiland esiste perchè esistono i media, essa è una loro creazione, anzi è stata prodotta dalle loro creazioni. Sembra uno scioglilingua ma è la verità.
La mia domanda nel post precedente, voleva indurre ad un tentativo di riflessione: un luogo come Heidiland non è mai esistito, le storie narrate che vengono concretizzate sottoforma di performance in questo villaggio non hanno dei personaggi reali, come mai esistita è la simulazione di vita interpretata dagli attori che accolgono i turisti.
Però questo luogo esiste: è nell’ immaginario di tutti coloro che almeno una volta hanno letto il romanzo o visto un episodio del film o anime di Heidi.
Questo immagianario è andato a sovrapporsi a quello di un colletivo ben determinato, che l’ industria turistica ha saputo ben sfruttare per creare nuove opportunità per il proprio mercato.
Heidiland è prettamente supportata dai media, che grazie ai vari adattamenti susseguitesi nel corso degli anni tanto da renderla oggi giorno un personaggio moderno, ha dato la possibilità ovvero l’ occasione all’economia turistica di creare un luogo capace di offrire modi di essere ed emozioni di un passato esso stesso immaginario.
Heidiland non è mai esistita, ma chi si reca in questa regione sulle orme della piccola Heidi pur essendo consapevole di tale ricostruzione, viene immediatamente immerso in questo mondo reale, in grado di donare emozioni vere di un tempo mai esistito.
Per ulteriori approfondimenti, rimando alla fonte delle mie informazioni “Sulle tracce di una invenzione. Viaggi e pellegrinaggi mediatici” scritto da Roberta Bartoletti pubblicato nel 2003 su Golem l’ indispensabile.












