Madrid: Heidi.com, l’ unica tienda monomarca

Pesaro: Sono tornata nella mia città universitaria, e riprendere la vita quotidiana non è cosa facile, pur non avendo io “una solita vita quotidiana”.

Viaggiare per me è il sinonimo di esplorazione, trasformare le piccole cose, dal semplice monumento al piatto culinario tipico di quel luogo, in mezzi di paragone e di osservazione.
E Madrid è piena di piccole cose, perfino la scritta di denominazione delle strade ( chiamate in spagnolo calle) richiedono attenzione, perchè non semplici targhette affisse al muro: ma delle vere mattonelle in ceramica.

E’ vero ho trascurato il mio blog, ma ciò non vuol dire che non abbia “lavorato” ai miei post, anzi..non potete immaginare cosa mi è capitato di trovare camminando per il famoso corso Malasaña (Madrid): un negozio Heidi.com, non credevo ai miei occhi, e soprattutto non credevo alle mie orecchie quando mi hanno detto che quello era l’ unico negozio al mondo monomarca.

Mi sono emozionata.

La mia macchina fotografica l’ ho tirata fuori come se avessi d’ avanti a me un luogo, un monumento, un oggetto sacro, qualcosa da immortalare per ricordare.

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Punti di svista

Madrid- Penso di aver omesso qualche particolare: il mio risveglio a Milano non è stato dovuto ad un soggiorno di piacere; cioè il piacere c’ è stato, ma aveva uno scopo ben preciso: partire da Malpensa con destinazione Madrid.
Sto scrivendo da Madrid…ENCANTADA.

VAI, VIVI, SPACCA queste tre parole sono ancora impresse nella mia mente, e queste stesse parole sono state in grado non solo di trasmettermi una grande forza adrenalinica, ma sono riuscite a regalarmi un nuovo punto di vista per osservare Milano.

Quest’ ultima già la conoscevo, tanto da apparire nel mio immaginario rappresentazionista costituita solo da simboli negativi: smog, traffico, cielo cupo, gente perennemente di corsa, cemento.

So che Milano ha da offrirmi tante possibilità professionali, ma al tempo stesso sono consapevole che in questa grande metropoli non ci riuscirei mai a vivere sia fisicamente che psicologicamente, sembra strano ma la forza mitigatrice del mare ha grandi effetti benefici su di me.

VAI, VIVI, SPACCA non solo obiettivi, ma li ho utilizzati come metafora per un nuovo sguardo; ieri a Milano c’ era il sole! (ed io qui, fino a l’ altro ieri tale luce naturale non l’ avevo mai vista); a contribuire al nuovo punto di osservazione vi è stato secondo me il non-utilizzo della metropolitana, che mi ha sempre agevolato negli spostamenti ma mi ha anche privato di una visione a 360° di tutto ciò che andava oltre le COSE DA VEDERE.

Milano doveva essere solo un luogo di transito, ma posso ora affermare che è stato l’ inizio del mio viaggio, per la prima volta in questa grande provincia mi sono sentita turista, a conferma del fatto che tutti possiamo essere turisti in qualsiasi luogo, l’ importante è acquisire il giusto punto di vista.

Questo è quello che avrebbe dovuto fare Heidi nella sua permanenza a Francoforte: non soffermarsi alla sua visione negativa della città, andare oltre…viversela con grandi e nuovi occhi.

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Buongiorno

Milano- Svegliarsi in un luogo nuovo, in un letto diverso non sempre promette un inizio giornata dei migliori.
In casa non c’ è nessuno, le mie amiche che mi ospitano, che oramai sono donne in carriera sono fuori per lavoro, nei loro uffici, io non so come muovermi, mai stata in questa casa.

Un bigliettino da loro lasciato sul tavolo in cucina ha allontanato qualsiasi tipo di disagio e spiazzamento, oltre all’ augurarmi una buona giornata mi ha dato l’ input, la voglia ed una strana forza per VIVERE un NUOVO giorno.

VAI, VIVI, SPACCA questo sarà il mio obiettivo di quest’ oggi.

Buonagiornata a tutti!

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Da non confondere

Heidiland o Heididorf?

Il “trattato d’ appartenenza” del marchio Heidiland, ha disciplinato da una parte, l’alleanza tra St. Moritz e Bad Ragaz, e dall’ altra è stata la causa dell’ entrata in campo del villaggio di Maienfeld, che vedendosi esclusa da tale accordo ha imposto la sua rivendicazione, inaugurando nello stesso anno (1997) Heidi’ s House-the original.

L’ unico luogo evocato nelle prime pagine del romanzo della Spyri che indirizza ad una località concreta è Maienfeld; e forse sarà stato per questo motivo che sempre nel 1997, si è appropriata del nome di Heididorf, il villaggio natale di Heidi, con cui viene indicato un antico borgo nel centro del paese.

Una contrapposizione prettamente politica-economica, invisibile agli occhi di qualsiasi turista-viaggiatore-fan-appasionato che vive e percorre queste due località spinto dalla medesima emozione.

Siamo nel 2005 quando Heididorf e Heidiland, due luoghi diversi, con storia e fini opposti, pongono fine alla guerra fredda, stipulando un’ unione integrata, che ha dato vita ad una zona turistica fortemente alimentata dall’ immaginario dei media.

Dunque per non confonderci: Heidi’ s House è la casa di Heidi, che si trova a Heididorf cioè il villaggio di Heidi che si estende a Maienfeld, mentre Heidiland è la regione turistica di Bad Ragaz, termine che attualmente di comune accordo viene utizzato per designare un unico luogo( tale precisazione l’ ho ritenuta opportuna per tutti coloro che come me hanno poca dimestichezza con luoghi, nomi e loro collocazioni-sono consapevole che queste persone come me si potranno contare su due dita di una mano).

Un luogo che tutti conoscono, ma mai è esistito.

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Heidiland: un successo non immediato

Heidiland si trova nella Alpi svizzere, nella regione di Bad Ragaz, è oramai un marchio protetto.

La sua invenzione va ricondotta al film “Heidi und Peter”, per il quale il regista Franz Schnyder ha scelto come ambientazione l’ Engandia, la vallata dove si trova St. Moritz.
Per questo motivo il direttore dell’ Ufficio del Turismo di St.Moritz ha pensato bene nel 1979 di denominare questa zona Saint Moritz in Heidiland, di farne un marchio e di depositarlo.

Diciamo che si è solo preoccupato di depositarlo, visto che è rimasto lì, inutilizzato e non sfruttato per ben 20 anni; fino a quando, qualcun altro consapevole dei grandi vantaggi che avrebbe apportato il nome di Heidi come veicolo promozionale, nel 1997 ne ha acquistato i diritti: si tratta dell’ Autogrill presso Maienfeld e della Ferrovia Retica dell’ Heidiland-Express, nonchè l’ Ente turistico Sarganserland- Walensee nel Cantone di S.Gallo, che ha creato e lanciato ufficialmente il marchio Ferienregion Heidiland (regione di vacanza Heidiland).

A partire da tale anno i visitatori di Heidiland hanno raggiunto cifre assurde, vedendo nei Giapponesi i viaggiatori più numerosi.

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IO, sostenitrice della lettura tradizionale

Gli occhi mi bruciano, ho bisogno di un nuovo paio di occhiali o forse ho bisogno di lenti apposite per sostenere le mie lunghe ore d’ avanti al monitor del pc.
Sono in piena sesione d’ esami, ed il mio studio è sempre più concentrato su contenuti supportati elettronicamente, dal materiale didattico rilasciato on line ai link di approfondimento. Bella scoperta il web.
Io oramai sono una internet-dipendente, se non ho una connessione con il www mi sento persa, un pò di tempo fa ( ma non troppo) il mio smarrimento era attribuito al non-avere il cellulare con me ( precisando che ancor prima del non-troppo-tempo fa io del cel potevo fare benissimo a meno, tanto da non averlo avuto per più di un anno), ma nonostante questo io ho serie difficoltà nello sudiare da pagine elettroniche: mi implicano il doppio del tempo, distraggono il mio argomento mediante tanti altri correlati (seppur interessanti ed utili) e provocano ai miei occhi un grande senso di stanchezza immediata.

Forse io sono una delle poche persone al mondo che non apprezza l’ ipertestualità del web ( inteso come supporto di informazioni prettamente per studiare), e che vede nei vantaggi da essa offerti degli svantaggi, infatti una delle caratteristiche fondamentali dell’ ipertesto -se non proprio la definizione- è la possibilità di accedere a parti diverse del costrutto comunicativo in maniera non lineare, lasciando al fruitore il percorso di lettura che un tempo era predefinito dall’ autore.

Io sono per la lettura tradizionale: cartacea, che induce a munirmi di evidenziatore per sottolineare le parti a parer mio più importanti, ma al tempo stesso di penna e di un grande foglio dove io possa annotare in maniera chiave partendo dal centro e diramandomi in tutte le direzioni della pagina , l’ oggetto del mio studio, faccio cioè una mappa mentale.

Quest’ ultima è per me un grande strumento per ricordare e asscociare, ed io credo che ha efficacia solo se è fatta personalmente, utilizzando i colori che sembran più appropriati, per dar la possibilità di collocare i vari concetti secondo il proprio ordine, essa per questi motivi qui si fissa nella mia mente proprio come un’ immagine, non richiedendomi il bisogno di chiudere gli occhi per ricordare, spaziare ed argomentare.

Ho avuto modo di scoprire, grazie al suggerimento dato dal blog di Mestiere di Scrivere, un blog interamente dedicato alle Mappe mentali, che io ho trovato molto interessante, e che consiglio a chi di esse non ne fa uso.

Ma al tempo stesso rimango una grandissima “fan” del web, e sempre più del nuovo e cosi denominato web 2.0.

Gli occhi mi si stanno per chiudere.

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Heidiland e la Spyri

«Da Maienfeld, un’antica cittadina situata in bella posizione, parte un sentiero che dapprima attraversa vaste campagne, poi prende ad inerpicarsi sulle pendici del monte in mezzo a prati di profumata erba di montagna e infine raggiunge l’alpe».

Il romanzo di Johanna Spyri comincia cosi, con la definizione precisa dell’ ambito geografico in cui si svolgeranno le avventure di Heidi.

Dunque, se la scrittrice non si è mai soffermata a fare una descrizione dettagliata sui tratti fisici della piccola eroina, non si può dire che abbia fatto lo stesso con l’ ambientazione, ogni pendio, ciascun fiorellino, le tante colline sono dolcemente sussurate, la Spyri questi luoghi qui li conosceva molto bene, amava passare le proprie vacanze a Maienfeld, cittadina con antiche case patrizie dominate dal castello di Brandis (1100).
La regione turistica di Heidiland quindi, deve il proprio nome non ad una fortunata coincidenza ma ad una penna magica, che é stata in grado di disegnare mediante parole un luogo immaginario dalla collocazione reale.

Con Heidiland la celebre storia è raccontata per una volta in maniera diversa, del tutto originale e…naturale.


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Ri-tornando al titolo

Nel momento in cui mi è stato “imposto” di aprire un blog ( e qui ricordo che il mio ingresso nella blogosfera non è stato del tutto arbitrario) mi sono prefissata un argomento, degli obiettivi ed un determinato percorso da seguire, che ho cercato di sintetizzare nel mio titolo: Heidi e la ricostruzione dei suoi monti.

Inerenza alla traccia, è ciò che mi veniva ribadito ogni volta che stilavo un tema ai tempi della scuola, già a partire dalla terza elementare; mi sono resa conto che nell’ andare avanti nelle mie ricerche io tale tema non l’ ho neanche accennato, eh si, per ricostruzione dei monti io mi riferivo a quella regione reale che è andata a riprodurre e concretizzare un passato e dei luoghi inesistenti, sto parlando di Heidiland.
Ma non nego, che proprio questo mio dilagare in altri argomenti scoperti e approfonditi grazie a questo punto di partenza, che il mio titolo, a parer mio, si carica di maggior forza, attribuento ai “monti” altri e vari contenuti (dagli innumerevoli adattamenti, ai brand, ad Heidi in sé per sé).

Heidiland, un’ intera regione tematica situata nel Canton dei Grigioni, non è solo un marchio protetto, non è semplicemente meta turistica, non è un semplice luogo, essa racchiude in sé dei meccanismi complessi che fanno della memoria e della nostalgia il loro ingranaggio, di Heidi la protagonista per eccellenza, e dell’ individuo non un turista per caso ma un viaggiatore.

Qui di seguito, vi ripropongo un video dallo scopo prettamente illustrativo, dei servizi che questo luogo offre, tralasciando per il momento la sua capacità più intima: di donare modi di essere ed emozioni di un passato esso stesso immaginario.

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Heidi:elogiata dai meteorologi

Qualcuno ricorda l’ episodio della serie anime Heidi intitolato: L’ autunno in montagna?
C’ è un particolare che vorrei evidenziare, la puntata inizia con la voce fuori campo che dice:

l’autunno stava ormai per finire, ed ogni mattina faceva sempre più freddo.
Le cime avevano messo il loro berretto bianco e il vento scuoteva gli abeti intorno alla baita facendoli sussurrare”.

Nel frattempo, le immagini mostrano con precisione i “cirri” e poi i “cirrostrati”, ossia le nubi gelate che precedono le nevicate e poi la piccola Heidi che danza felice sotto la pioggia di neve.
Questa stessa sequenza compare in un flashback di Heidi in una delle puntate della seconda parte della serie, ambientate a Francoforte.

La citazione di questo episodio non è casuale, questo è uno degli esempi che i meteorologi italiani in una loro rivista hanno preso in considerazione , per definire Heidi, un capolavoro immortale che ha il merito di avvicinare gli spettatori alla natura, e spiegando loro il funzionamento delle stagioni.

Io rimango sempre più sbalordita.

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Un Corporate Blog multilingue:Heidi.com

Oramai, e ve ne sarete accorti, sto provando un serio interesse nella ricerca e scoperta di Corporate Blog, dei quali ho già parlato.

Heidi.com oltre ad avere un sempre aggiornato sito web interattivo, per alimentare lo strano e amichevole rapporto con i suoi clienti, ha ben deciso di aprire un blog intitolato Streetwear and Urban clothes, operativo da quattro anni.

Gli argomenti trattati sono tutt’ altro che rigidi, ma vari e molteplici, come del resto molteplici sono le lingue utilizzate, ed i commenti rilasciati, i contenuti non sono tutti inerenti al brand, ma al contrario , informano di tutte le attività dai locali alle opere d’ arte, dalle strade agli eventi, degni di una certa vena creativa.

Inoltre, ogni acquisto fatto on-line è accompagnato da una serie di cartoline,autocollanti con il logo del brand, che i proprietari chiedono di attaccare un pò ovunque, e di fotografare e di inviare al blog: tutte queste esperienze personali sono inserite nella categoria Guerrilla ed Heidi sees.

Talvolta la loro “guerriglia urbana” sfiora addirittura i limiti della legalità.

La cosa che più mi ha sorpreso è che i gestori del blog sono gli stessi creatori della società, i quali rispondono ai commenti utilizzando un tono che accorcia ogni distanza, e consolida ogni relazione.

Bel blog.

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