Per un paio di mutandine

La censura indetta nel novembre 2007 dal Ministero della Cultura di Ankara sulle rappresentazioni di Heidi ha suscitato i dibattiti e le reazioni più varie in tutto il mondo.

Per poter essere messo in commercio e dare a tutti i bambini, di nuova e vecchia generazione, la possibilità di leggerlo, in Turchia Heidi deve rispettare dei canoni, deve adattarsi.
E le critiche più dure stanno proprio alla base di questo termine: coprirle le mutandine bianche che si intravedono mentre corre tra i prati, nasconderle le caratteristiche guancette rosse, tagliarle lo sguardo, non sono criteri per una possibile inclusione in una civiltà che priva la donna di mostrare la sua sua vera essenza ( e su questo argomento preferisco non cimentarmi), ma vanno a modificare la figura stessa della bambina libera e spensierata che è Heidi.

A parer mio, il libro della Spyri pubblicato dalla casa produttrice turca Karanfin, segue delle linee completamente divese da quelle guida del romanzo cristiano, andando a disegnare e costruire un figura che in nessuna maniera si avvicina a quella di Heidi.

Heidi islamizzata non è Heidi.

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