Archive for Hedi attrice

Per un paio di mutandine

La censura indetta nel novembre 2007 dal Ministero della Cultura di Ankara sulle rappresentazioni di Heidi ha suscitato i dibattiti e le reazioni più varie in tutto il mondo.

Per poter essere messo in commercio e dare a tutti i bambini, di nuova e vecchia generazione, la possibilità di leggerlo, in Turchia Heidi deve rispettare dei canoni, deve adattarsi.
E le critiche più dure stanno proprio alla base di questo termine: coprirle le mutandine bianche che si intravedono mentre corre tra i prati, nasconderle le caratteristiche guancette rosse, tagliarle lo sguardo, non sono criteri per una possibile inclusione in una civiltà che priva la donna di mostrare la sua sua vera essenza ( e su questo argomento preferisco non cimentarmi), ma vanno a modificare la figura stessa della bambina libera e spensierata che è Heidi.

A parer mio, il libro della Spyri pubblicato dalla casa produttrice turca Karanfin, segue delle linee completamente divese da quelle guida del romanzo cristiano, andando a disegnare e costruire un figura che in nessuna maniera si avvicina a quella di Heidi.

Heidi islamizzata non è Heidi.

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Programmi della serata

Signore e Signori, se per questa sera non avete ancora alcun programma, o per scaramanzia non volete guardare la partita della Nostra Italia, vi suggerisco un appuntamento: alle 21.10 su Italia Uno sarà mandato in onda il film d’ animazione “Heidi” diretto da Alan Simpson, diviso per l’ occasione in due tempi.

Questo adattamento creato nel 2005 tra Gran Bretagna e Germania, certamente non vanta delle stesse qualità grafiche e tecniche dell’ anime giapponese ma rimane molto fedele al romanzo della Spyri.

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Un Anime di Cartone

Non potevo certamente non citare l’ adattamento che per eccellenza ha fatto si che il romanzo della Spyri diventasse famoso in tutto il mondo, che ha visto la sua produzione direttamente in Giappone: Alps no Shojo Heidi, tradotto nella versione italiana “Heidi la bambina delle Alpi”

Questa volta non si tratta di un film, ma di un Shojo, cartone animato giapponese per un pubblico specificamente femminile, è il primo trasmesso in Italia. Esistono Shojo manga (fumetti per ragazze), Shojo anime (cartoon per ragazze) con i sottogeneri sportivi (Mila e Shiro) e majocco (il filone delle maghette).

Heidi fu realizzato dalla tedesca Taurus Film con i giapponesi Zuiyo Enterprise e Toei Animation a partire dal 1974. La figura della montanara dalle guancette rosse nasce dai disegni del maestro dell’animazione Isao Takahata, i paesaggi alpini che fanno da cornice alle avventure di Heidi e della sua compagnia furono invece affidati al talento di un giovane (ancora non conosciuto) componente dello staff della Toei: si chiama Hayao Miyazaki, che dopo qualche anno diventerà uno dei più celebri registi giapponesi, premio Oscar per La città incantata e Leone d’oro a Venezia per la carriera, noto per la sua capacità di guardare con gli occhi di un bambino.

Ed è proprio a questa versione, costituita da 52 episodi da 20 minuti, che dobbiam dare il il merito di aver consolidato la figura, i lineamenti, i colori, i modi di fare e gli abiti della piccola Heidi; i suoi capelli ritornano castani dopo essere stati per molti anni ricci e dorati.

Il primo episodio è stato trasmessso in Italia nel febbraio del 1978, e non nego che la sua proiezione è rimasta un appuntamento per molti ma molti anni, io sono cresciuta con tale appuntamento: ogni pomeriggio verso le cinque su Rai Uno, successivamente è stato concesso a Mediaset acquisendo orari diversi.

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Made in China.

Heidi è Heidi! Il suo nome non puo essere tradotto- ridotto a simboli.

Scusate la mia ignoranza sulle lingue orientali, tanto da non farmi capire se questo qui di seguito è cinese o giapponese.

Questa è una delle versioni del film che ha subito le varie traduzioni.

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Heidi in teatro.

Certamente un ‘ attrice ormai cosi nota non poteva non debuttare in teatro, e che teatro!

Un’ ampia arena all’ aperto su lago Walenstadt, fa da palcoscenico ad un cast rigorosamente selezionato che vede come protagonista principale Sabine Schädler.
L’ idea è partita dallo stesso Marco Wyss, direttore dell’ente turistico della regione che si fregia del nome di Heidiland. Heidi appare per la prima volta in teatro nel 2005, e questo evento dal tale successo mondiale si ripete ogni anno nello stesso periodo, la rapresentazione di quest’ estate, 2008, si intitolerà Heidi Musical 2° partita, che si terrà dal 23luglio al 30 agosto.

Il copione del musical e i testi delle canzoni sono stati scritti da Shaun McKenna, già autore dei testi de “Il signore degli anelli”. Le musiche sono di Stephen Keeling. La regia è affidata allo zurighese Stefan Huber. Johanna Spyri – l’autrice – è interpretata da Sue Mathys.

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anche Heidi invisibile su MSN..


Sono trascorsi molti anni dal suo ultimo esordio sul grande schermo, in cui Heidi assume il ruolo di attrice e non di anime.

Restare al passo della moda non è cosa facile, Heidi nella sua pausa dalle telecamere ha voluto aggiornarsi e rimanere al corrente sullle nuove tecnologie sempre piu in via di evoluzione, tanto da apparire nel 2001 in una versione rivoluzionaria: la piccola alpina si tinge i capelli di blu, le corse sui prati son tempi passati, ora c’ è internet che accorcia le distanze. Il cinguettare degli uccellini non è piu un suono soave e ricercato, ora ci sono le boyband che tolgono il fiato. Peter non ha piu bisogno di di attraversare i monti per vedere la sua amichetta, le dolci parole-mai-dette della loro amicizia vengono telegrafate tramite sms.

Creatore dell’ Heidi moderna è Markus Imboden, che ha voluto nel ruolo del nonno un personaggio d’ eccezzione: Paolo Villaggio, il NOSTRO Fantozzi.
(In realtà questo ruolo non gli era stato assegnato in origine, egli ha dovuto sostituire
Maximilian Schell, in quanto malato).

La trama è stata completamente riadattata: Heidi non si trasferisce a Francoforte ma a Berlino dove la zia Date è una famosa stilista di moda , Clara? Una bambina dispettosa, amante dei concerti e delle belle serate.
I formaggi, il pane, il latte appena munto? Convertiti rispettivamente in Hamburger e coca cola.

Heidi del 2001, a parer mio, non è Heidi. Infatti è proprio questa la motivazione per la quale, questo film non ha riscosso grande successo, l’ immaginario intorno a Lei costituito è troppo saldo, da poterla vedere e apprezzare con occhi diversi.

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La PRIMA pellicola..che delusione!

Non posso crederci. I MIEI seri e lunghi giorni di “scleri” trascorsi a trovare tracce e materiale sul primo film in assoluto che vedi Heidi attrice, non sono valsi a nulla.

Questo è stato per me peggio di una conficcata di stuzzicadente nel palmo di una mano, preciserei: quella sinistra.

Devo coreggermi, se nel post relativo a Riccioli d’ oro mi sono permessa di dire che il primo debutto di Heidi sul grande schermo risale al 1937, con Zoccoletti Olandesi, mi sbagliavo. Heidi of the Alps è la prima in assoluta versione filmica del romanzo della Spyri, datata 1920.

La mia delusione è relativa al fatto che attualmente non vi è rimasta alcuna pellicola intatta, le poche sequenze ritovate sono state restaurate e mostrate in anteprima al Museo Nazionale della Montagna, in occasione di una mostra dedicata proprio al mio idolo ( della quale ve ne parlerò prossimamente).

Dunque, per concludere io non ho niente da presentarvi ( e qui mi scuso), ma se qualcuno riesce ad inviarmi locandina, copertina, e se non chiedo troppo qualche sequenza Ve ne sono grata.

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