Archive for Heidi sclera con noi

Per un paio di mutandine

La censura indetta nel novembre 2007 dal Ministero della Cultura di Ankara sulle rappresentazioni di Heidi ha suscitato i dibattiti e le reazioni più varie in tutto il mondo.

Per poter essere messo in commercio e dare a tutti i bambini, di nuova e vecchia generazione, la possibilità di leggerlo, in Turchia Heidi deve rispettare dei canoni, deve adattarsi.
E le critiche più dure stanno proprio alla base di questo termine: coprirle le mutandine bianche che si intravedono mentre corre tra i prati, nasconderle le caratteristiche guancette rosse, tagliarle lo sguardo, non sono criteri per una possibile inclusione in una civiltà che priva la donna di mostrare la sua sua vera essenza ( e su questo argomento preferisco non cimentarmi), ma vanno a modificare la figura stessa della bambina libera e spensierata che è Heidi.

A parer mio, il libro della Spyri pubblicato dalla casa produttrice turca Karanfin, segue delle linee completamente divese da quelle guida del romanzo cristiano, andando a disegnare e costruire un figura che in nessuna maniera si avvicina a quella di Heidi.

Heidi islamizzata non è Heidi.

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Punti di svista

Madrid– Penso di aver omesso qualche particolare: il mio risveglio a Milano non è stato dovuto ad un soggiorno di piacere; cioè il piacere c’ è stato, ma aveva uno scopo ben preciso: partire da Malpensa con destinazione Madrid.
Sto scrivendo da Madrid…ENCANTADA.

VAI, VIVI, SPACCA queste tre parole sono ancora impresse nella mia mente, e queste stesse parole sono state in grado non solo di trasmettermi una grande forza adrenalinica, ma sono riuscite a regalarmi un nuovo punto di vista per osservare Milano.

Quest’ ultima già la conoscevo, tanto da apparire nel mio immaginario rappresentazionista costituita solo da simboli negativi: smog, traffico, cielo cupo, gente perennemente di corsa, cemento.

So che Milano ha da offrirmi tante possibilità professionali, ma al tempo stesso sono consapevole che in questa grande metropoli non ci riuscirei mai a vivere sia fisicamente che psicologicamente, sembra strano ma la forza mitigatrice del mare ha grandi effetti benefici su di me.

VAI, VIVI, SPACCA non solo obiettivi, ma li ho utilizzati come metafora per un nuovo sguardo; ieri a Milano c’ era il sole! (ed io qui, fino a l’ altro ieri tale luce naturale non l’ avevo mai vista); a contribuire al nuovo punto di osservazione vi è stato secondo me il non-utilizzo della metropolitana, che mi ha sempre agevolato negli spostamenti ma mi ha anche privato di una visione a 360° di tutto ciò che andava oltre le COSE DA VEDERE.

Milano doveva essere solo un luogo di transito, ma posso ora affermare che è stato l’ inizio del mio viaggio, per la prima volta in questa grande provincia mi sono sentita turista, a conferma del fatto che tutti possiamo essere turisti in qualsiasi luogo, l’ importante è acquisire il giusto punto di vista.

Questo è quello che avrebbe dovuto fare Heidi nella sua permanenza a Francoforte: non soffermarsi alla sua visione negativa della città, andare oltre…viversela con grandi e nuovi occhi.

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Heidi.com, per un marketing tutto urbano

I creatori di Heidi.com hanno seguito alla lettera tutti gli insegnamenti dell’ eroina svizzera, divenuta oramai cittadina del mondo.
Nel descrivere il proprio lavoro, i tre ragazzi non si sentono appartenenti ad un settore ben determinato, ovvero quello della moda come si potrebbe pensare, ma al contrario loro si sganciano da ogni vincolo, per concretizzare sempre più i propri valori: creatività, apertura spirituale e di legame con il mondo alpino.

Per questo motivo Heidi.com non si avvale della pubblicità tradizionale, ma punta sempre più sull’ e-commerce e sulla pubblicità non convenzionale, trasformando i suoi clienti in ninja mediante la loro partecipazione attiva in azioni di guerrilla marketing.
Dunque nessuno spot televisivo, o messaggio pubblicitario sui giornali, Heidi.com come ci suggerisce il suo nome è sul web mediante la costruzione di un sito dinamico, che oltre ai tradizionali servizi di acquisto on-line, di dépliant delle nuove collezioni, da la possibilità a chiunque di pubblicare la propria creatività, le proprie segnalazioni, ed i propri lavori.

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Heidi (s)copre la città

Dopo aver visto la piccola montanara, dai principi ben saldi apparire sul grande schermo, ora la ritroviamo anche in città: Heidi diviene la testimonial-marchio di un nuovo brand di vestiti urbani molto originali: Heidi.com.

Due dei tre ideatori di questa linea di vestiti, che sta attraversando tutto il mondo dal 2002, sono Willy Fantin (italiano) e il suo socio Andreas Doering (tedesco), che hanno voluto utilizzare l’ effige della Heidi anime rappresentandola senza bocca, infatti affermano in un’ intervista rilasciata ad un giornale svizzero:

“La nostra Heidi non ha bisogno di parlare”, é cresciuta ed è partita alla scoperta del mondo. Mantiene però i suoi valori alpini, la sua naturale freschezza e il candore anche nella sua nuova vita urbana. Osserva con la curiosità di un bambino tutto ciò che la circonda”.

Questi due giovani stilisti hanno capito appieno l’ essenza della filosofia di Heidi, facendone il proprio punto di forza e al tempo stesso una strategia di Marketing.

Attualmente i prodotti Heidi.com sono ripartiti in 120 punti vendita dall’ Europa all’ America, dall’ Asia all’ Africa del Sud.

Buon viaggio Heidi!

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Quando un bimbo fa SORRIDERE

Che parole utilizzare per spiegare l’ inspiegabile?

Troppe emozioni in questi giorni, che da una parte mi allegeriscono i pensieri cattivi ma dall’ altra moltiplicano o forse semplicemente creano pensieri piacevoli (alimentando il mio caos), tra queste la più importante è data dal fatto che sto per diventare zia.

Non si può spiegare la sensazione provata nella frazione di secondo in cui l’ apparato uditivo trasmette al cervello le parole pronunciate dal proprio fratello che informano l’ arrivo di un nipotino, come non si può spiegare l’ emozione vissuta nel momento in cui la mia testolina ha decodificato tali parole: una gioia immensa.

Ho “sfruttato” il giorno del compleanno di mio fratello per fargli una sorpresa tornando a Trani ( la mia città), senza sapere però che la sorpresa l’ ha fatta lui a me, con la complicità di mio padre e mia sorella, che hanno voluto darmi questa fantastica notizia di persona e non per telefono…da parte mia grande ammirazione. Anche se a dir la verità i piani non sono andati come loro avevan previsto, il mio arrivo inaspettato ha fatto si che loro tralasciassero un piccolissimo particolare: dimenticare l’ ecografia ( dove ho potuto gia vedere le manine, i piedini) in bella vista, o meglio “a prima vista”.

A questo punto, non mi rimane che aspettare dicembre per concretizzare la mia felicità, nell’ attesa continuerò a scrivere il mio blog, che in questi giorni ho molto trascurato.

Ah: io spero sia un LUI.

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..voglio vivere cosi’

Per una NON lavortarice come me festeggiare il primo maggio era d’ obbligo, ed io ho avuto ciò di cui avevo bisogno: una giornata immersa nella natura più assoluta.
Questa mia permanenza qui a Pesaro, oramai giunta al termine (eh si..questi per me sono gli ultimi due mesi in questa città dopo tre anni) mi ha offerto e sono sicura che mi offrirà ancora, escursioni in posti paradisiaci, che trovare parole per descriverli non è cosa facile, visto che mi hanno lasciato senza fiato.

Appuntamento ore 10 (che poi in realtà è stato posticipato inconsciamente alle ore 11, grazie al mio ritardo), tre macchine una dietro l’ altra dirette a Cagli, luogo che io non avevo mai sentito nominare. Il mio stupore è iniziato nel solo percorrere la strada: un susseguirsi di monti, prati, rocce che facevano da sfondo al nostro viaggio. Le mie perplessità erano esagerate rispetto a quelle degli altri, nel senso che io venendo da una città “marina” non sono abituata ad un tale scenario, e l’ emozione era fortissima; questo me l’ ha fatto notare la mia compagna di viaggio che al mio contrario non trovava nulla di spettacolare: lei ci vive tra i monti!

Il viaggio non è stato lungo, circa un’ ora di macchina: alle 12.30 più o meno, siam giunti a destinazione, ad accoglierci vi è stato un cavallo, dal pelo lucidissimo, e per il resto non c’ era nessun altro, solo noi, infatti ci aspettavamo un affollamento visto la festività, ed invece no.

Un sentiero ci ha condotto al paradiso: delle cascate immerse nella foresta. E qui ci metterei un punto perchè non riesco a trovare delle parole appropriate per descrivere. Ed in questo luogo abbiamo trascorso tutta la giornata nel relax più piacevole, e tra gli spuntini piu disparati.

Delle parole diverse le avrei sulla festa del Primo Maggio in sè, io la trovo insignificante, nel senso che lavorare è un diritto e al tempo stesso un dovere, perchè si dovrebbe festeggiare? come d’ altronde lo è l’ 8 marzo con la festa della donna, che a parer mio non è più una festa ma una vera e propria fiera: la FIERA DELLA DONNA appunto. Ma ogni occasione è buona per festeggiare.

Appena recupererò le foto, le pubblicherò.

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anche Heidi invisibile su MSN..


Sono trascorsi molti anni dal suo ultimo esordio sul grande schermo, in cui Heidi assume il ruolo di attrice e non di anime.

Restare al passo della moda non è cosa facile, Heidi nella sua pausa dalle telecamere ha voluto aggiornarsi e rimanere al corrente sullle nuove tecnologie sempre piu in via di evoluzione, tanto da apparire nel 2001 in una versione rivoluzionaria: la piccola alpina si tinge i capelli di blu, le corse sui prati son tempi passati, ora c’ è internet che accorcia le distanze. Il cinguettare degli uccellini non è piu un suono soave e ricercato, ora ci sono le boyband che tolgono il fiato. Peter non ha piu bisogno di di attraversare i monti per vedere la sua amichetta, le dolci parole-mai-dette della loro amicizia vengono telegrafate tramite sms.

Creatore dell’ Heidi moderna è Markus Imboden, che ha voluto nel ruolo del nonno un personaggio d’ eccezzione: Paolo Villaggio, il NOSTRO Fantozzi.
(In realtà questo ruolo non gli era stato assegnato in origine, egli ha dovuto sostituire
Maximilian Schell, in quanto malato).

La trama è stata completamente riadattata: Heidi non si trasferisce a Francoforte ma a Berlino dove la zia Date è una famosa stilista di moda , Clara? Una bambina dispettosa, amante dei concerti e delle belle serate.
I formaggi, il pane, il latte appena munto? Convertiti rispettivamente in Hamburger e coca cola.

Heidi del 2001, a parer mio, non è Heidi. Infatti è proprio questa la motivazione per la quale, questo film non ha riscosso grande successo, l’ immaginario intorno a Lei costituito è troppo saldo, da poterla vedere e apprezzare con occhi diversi.

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