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Per un paio di mutandine

La censura indetta nel novembre 2007 dal Ministero della Cultura di Ankara sulle rappresentazioni di Heidi ha suscitato i dibattiti e le reazioni più varie in tutto il mondo.

Per poter essere messo in commercio e dare a tutti i bambini, di nuova e vecchia generazione, la possibilità di leggerlo, in Turchia Heidi deve rispettare dei canoni, deve adattarsi.
E le critiche più dure stanno proprio alla base di questo termine: coprirle le mutandine bianche che si intravedono mentre corre tra i prati, nasconderle le caratteristiche guancette rosse, tagliarle lo sguardo, non sono criteri per una possibile inclusione in una civiltà che priva la donna di mostrare la sua sua vera essenza ( e su questo argomento preferisco non cimentarmi), ma vanno a modificare la figura stessa della bambina libera e spensierata che è Heidi.

A parer mio, il libro della Spyri pubblicato dalla casa produttrice turca Karanfin, segue delle linee completamente divese da quelle guida del romanzo cristiano, andando a disegnare e costruire un figura che in nessuna maniera si avvicina a quella di Heidi.

Heidi islamizzata non è Heidi.

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Heidi: nella memoria

Chiunque decide di assentarsi qualche giorno dal lavoro, o si reca ad Heidiland utilizzando le ferie retribuite, lo fà perchè è spinto da quel meccanismo della memoria che seleziona Heidi tra le cose da ricordare e dunque non da dimenticare.

Heidi è da ricordare!!

Quando la Spyri ha scrittoo il suo primo libro destinato alla lettura per bambini, nascondendosi dietro uno spseudonimo, inconsciamente ha assunto il ruolo non solo di scrittrice ma di portavoce critica della situazione in via di mutazione che si stava profilando in Svizzera in quel momento: la vita alpina in netta opposizone con quella nuova cittadina.

Il successo di questo romanzo è stato immediato, agevolato dai vari adattamenti che hanno previsto diverse forme e lingue; ma la gente che più si è sentita coinvolta facendo di Heidi l’ emblema della propria nazione è stata proprio la popolazione svizzera, che non solo ha deciso di ricordare Heidi ma le ha perfino costruito un habitat su misura nella propria memoria collettiva, che trova in ogni abitante alpino la propria specificità.

Una memoria collettiva che si è andata a “sgretolare” in quel sociale, che che fà sempre più dell’ astrattezza e della contingenza i propri capisaldi, trovando oggi collocazione in una memoria ben più ampia: la memoria sociale appunto.

I media in questa “frammentazione” hanno giocato un ruolo fondamentale:non solo hanno selezionato per NOI ciò che deve essere ricordato e ciò che invece è destinato ad essere archiviato nel dimenticatoio, ma si presentano essi stessi “produttori della nostra” memoria.

Questo argomento specificamente studiato potete approfondirlo online mediante il blog La memoria delle cose, altrimenti vi rimando al libro Memoria e comunicazione, di Roberta Bartoletti.

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Programmi della serata

Signore e Signori, se per questa sera non avete ancora alcun programma, o per scaramanzia non volete guardare la partita della Nostra Italia, vi suggerisco un appuntamento: alle 21.10 su Italia Uno sarà mandato in onda il film d’ animazione “Heidi” diretto da Alan Simpson, diviso per l’ occasione in due tempi.

Questo adattamento creato nel 2005 tra Gran Bretagna e Germania, certamente non vanta delle stesse qualità grafiche e tecniche dell’ anime giapponese ma rimane molto fedele al romanzo della Spyri.

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Da non confondere

Heidiland o Heididorf?

Il “trattato d’ appartenenza” del marchio Heidiland, ha disciplinato da una parte, l’alleanza tra St. Moritz e Bad Ragaz, e dall’ altra è stata la causa dell’ entrata in campo del villaggio di Maienfeld, che vedendosi esclusa da tale accordo ha imposto la sua rivendicazione, inaugurando nello stesso anno (1997) Heidi’ s House-the original.

L’ unico luogo evocato nelle prime pagine del romanzo della Spyri che indirizza ad una località concreta è Maienfeld; e forse sarà stato per questo motivo che sempre nel 1997, si è appropriata del nome di Heididorf, il villaggio natale di Heidi, con cui viene indicato un antico borgo nel centro del paese.

Una contrapposizione prettamente politica-economica, invisibile agli occhi di qualsiasi turista-viaggiatore-fan-appasionato che vive e percorre queste due località spinto dalla medesima emozione.

Siamo nel 2005 quando Heididorf e Heidiland, due luoghi diversi, con storia e fini opposti, pongono fine alla guerra fredda, stipulando un’ unione integrata, che ha dato vita ad una zona turistica fortemente alimentata dall’ immaginario dei media.

Dunque per non confonderci: Heidi’ s House è la casa di Heidi, che si trova a Heididorf cioè il villaggio di Heidi che si estende a Maienfeld, mentre Heidiland è la regione turistica di Bad Ragaz, termine che attualmente di comune accordo viene utizzato per designare un unico luogo( tale precisazione l’ ho ritenuta opportuna per tutti coloro che come me hanno poca dimestichezza con luoghi, nomi e loro collocazioni-sono consapevole che queste persone come me si potranno contare su due dita di una mano).

Un luogo che tutti conoscono, ma mai è esistito.

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Heidiland: un successo non immediato

Heidiland si trova nella Alpi svizzere, nella regione di Bad Ragaz, è oramai un marchio protetto.

La sua invenzione va ricondotta al film “Heidi und Peter”, per il quale il regista Franz Schnyder ha scelto come ambientazione l’ Engandia, la vallata dove si trova St. Moritz.
Per questo motivo il direttore dell’ Ufficio del Turismo di St.Moritz ha pensato bene nel 1979 di denominare questa zona Saint Moritz in Heidiland, di farne un marchio e di depositarlo.

Diciamo che si è solo preoccupato di depositarlo, visto che è rimasto lì, inutilizzato e non sfruttato per ben 20 anni; fino a quando, qualcun altro consapevole dei grandi vantaggi che avrebbe apportato il nome di Heidi come veicolo promozionale, nel 1997 ne ha acquistato i diritti: si tratta dell’ Autogrill presso Maienfeld e della Ferrovia Retica dell’ Heidiland-Express, nonchè l’ Ente turistico Sarganserland- Walensee nel Cantone di S.Gallo, che ha creato e lanciato ufficialmente il marchio Ferienregion Heidiland (regione di vacanza Heidiland).

A partire da tale anno i visitatori di Heidiland hanno raggiunto cifre assurde, vedendo nei Giapponesi i viaggiatori più numerosi.

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Heidiland e la Spyri

«Da Maienfeld, un’antica cittadina situata in bella posizione, parte un sentiero che dapprima attraversa vaste campagne, poi prende ad inerpicarsi sulle pendici del monte in mezzo a prati di profumata erba di montagna e infine raggiunge l’alpe».

Il romanzo di Johanna Spyri comincia cosi, con la definizione precisa dell’ ambito geografico in cui si svolgeranno le avventure di Heidi.

Dunque, se la scrittrice non si è mai soffermata a fare una descrizione dettagliata sui tratti fisici della piccola eroina, non si può dire che abbia fatto lo stesso con l’ ambientazione, ogni pendio, ciascun fiorellino, le tante colline sono dolcemente sussurate, la Spyri questi luoghi qui li conosceva molto bene, amava passare le proprie vacanze a Maienfeld, cittadina con antiche case patrizie dominate dal castello di Brandis (1100).
La regione turistica di Heidiland quindi, deve il proprio nome non ad una fortunata coincidenza ma ad una penna magica, che é stata in grado di disegnare mediante parole un luogo immaginario dalla collocazione reale.

Con Heidiland la celebre storia è raccontata per una volta in maniera diversa, del tutto originale e…naturale.


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Ri-tornando al titolo

Nel momento in cui mi è stato “imposto” di aprire un blog ( e qui ricordo che il mio ingresso nella blogosfera non è stato del tutto arbitrario) mi sono prefissata un argomento, degli obiettivi ed un determinato percorso da seguire, che ho cercato di sintetizzare nel mio titolo: Heidi e la ricostruzione dei suoi monti.

Inerenza alla traccia, è ciò che mi veniva ribadito ogni volta che stilavo un tema ai tempi della scuola, già a partire dalla terza elementare; mi sono resa conto che nell’ andare avanti nelle mie ricerche io tale tema non l’ ho neanche accennato, eh si, per ricostruzione dei monti io mi riferivo a quella regione reale che è andata a riprodurre e concretizzare un passato e dei luoghi inesistenti, sto parlando di Heidiland.
Ma non nego, che proprio questo mio dilagare in altri argomenti scoperti e approfonditi grazie a questo punto di partenza, che il mio titolo, a parer mio, si carica di maggior forza, attribuento ai “monti” altri e vari contenuti (dagli innumerevoli adattamenti, ai brand, ad Heidi in sé per sé).

Heidiland, un’ intera regione tematica situata nel Canton dei Grigioni, non è solo un marchio protetto, non è semplicemente meta turistica, non è un semplice luogo, essa racchiude in sé dei meccanismi complessi che fanno della memoria e della nostalgia il loro ingranaggio, di Heidi la protagonista per eccellenza, e dell’ individuo non un turista per caso ma un viaggiatore.

Qui di seguito, vi ripropongo un video dallo scopo prettamente illustrativo, dei servizi che questo luogo offre, tralasciando per il momento la sua capacità più intima: di donare modi di essere ed emozioni di un passato esso stesso immaginario.

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