Posts tagged media

Heidi: nella memoria

Chiunque decide di assentarsi qualche giorno dal lavoro, o si reca ad Heidiland utilizzando le ferie retribuite, lo fà perchè è spinto da quel meccanismo della memoria che seleziona Heidi tra le cose da ricordare e dunque non da dimenticare.

Heidi è da ricordare!!

Quando la Spyri ha scrittoo il suo primo libro destinato alla lettura per bambini, nascondendosi dietro uno spseudonimo, inconsciamente ha assunto il ruolo non solo di scrittrice ma di portavoce critica della situazione in via di mutazione che si stava profilando in Svizzera in quel momento: la vita alpina in netta opposizone con quella nuova cittadina.

Il successo di questo romanzo è stato immediato, agevolato dai vari adattamenti che hanno previsto diverse forme e lingue; ma la gente che più si è sentita coinvolta facendo di Heidi l’ emblema della propria nazione è stata proprio la popolazione svizzera, che non solo ha deciso di ricordare Heidi ma le ha perfino costruito un habitat su misura nella propria memoria collettiva, che trova in ogni abitante alpino la propria specificità.

Una memoria collettiva che si è andata a “sgretolare” in quel sociale, che che fà sempre più dell’ astrattezza e della contingenza i propri capisaldi, trovando oggi collocazione in una memoria ben più ampia: la memoria sociale appunto.

I media in questa “frammentazione” hanno giocato un ruolo fondamentale:non solo hanno selezionato per NOI ciò che deve essere ricordato e ciò che invece è destinato ad essere archiviato nel dimenticatoio, ma si presentano essi stessi “produttori della nostra” memoria.

Questo argomento specificamente studiato potete approfondirlo online mediante il blog La memoria delle cose, altrimenti vi rimando al libro Memoria e comunicazione, di Roberta Bartoletti.

Comments (1) »

Heidiland alimentata dai media

Heidiland esiste perchè esistono i media, essa è una loro creazione, anzi è stata prodotta dalle loro creazioni. Sembra uno scioglilingua ma è la verità.

La mia domanda nel post precedente, voleva indurre ad un tentativo di riflessione: un luogo come Heidiland non è mai esistito, le storie narrate che vengono concretizzate sottoforma di performance in questo villaggio non hanno dei personaggi reali, come mai esistita è la simulazione di vita interpretata dagli attori che accolgono i turisti.

Però questo luogo esiste: è nell’ immaginario di tutti coloro che almeno una volta hanno letto il romanzo o visto un episodio del film o anime di Heidi.
Questo immagianario è andato a sovrapporsi a quello di un colletivo ben determinato, che l’ industria turistica ha saputo ben sfruttare per creare nuove opportunità per il proprio mercato.

Heidiland è prettamente supportata dai media, che grazie ai vari adattamenti susseguitesi nel corso degli anni tanto da renderla oggi giorno un personaggio moderno, ha dato la possibilità ovvero l’ occasione all’economia turistica di creare un luogo capace di offrire modi di essere ed emozioni di un passato esso stesso immaginario.

Heidiland non è mai esistita, ma chi si reca in questa regione sulle orme della piccola Heidi pur essendo consapevole di tale ricostruzione, viene immediatamente immerso in questo mondo reale, in grado di donare emozioni vere di un tempo mai esistito.

Per ulteriori approfondimenti, rimando alla fonte delle mie informazioni “Sulle tracce di una invenzione. Viaggi e pellegrinaggi mediatici” scritto da Roberta Bartoletti pubblicato nel 2003 su Golem l’ indispensabile.

Leave a comment »

Ma che tipo di emozioni?

Ma che emozioni può offrire un luogo che non è mai realmente esitito? E che modi di fare, stili di vita esso può offrire?

La domanda sembra molto complessa, ma la spiegaziona è molto più che deduttiva ed inconscia.

Qualcuno sa darmela?

Leave a comment »